Biennale 2019

Per la prima volta nella storia di Biennale il curatore è un museo

Per questa 58esima edizione di Biennale il Padiglione Russia ha deciso di distinguersi scegliendo come curatore, per la prima volta nella storia di Biennale, un museo.

Si tratta del Museo Ermitage di San Pietroburgo, famosissimo in tutto il mondo, e del suo direttore, Mikhail Piotrovsky, che in questa 58esima edizione vediamo in veste di curatore di questo progetto ambizioso.

Grazie al rapporto di fiducia e stima consolidato nel corso degli anni ci siamo visti confermare la presa in carica dell’allestimento dell’intero Padiglione anche per questa edizione, il cui tema è May you live in interesting times.

Mikhail Piotrovsky ha deciso di declinare il tema ispirandosi alla parabola del figliol prodigo, raccontata nel Vangelo di Luca, Lc. 15:11-32. Tra le molte opere d’arte conservate all’interno dell’Ermitage troviamo infatti proprio la tela del 1998 di Rembrandt intitolato Il ritorno del figliol prodigo, quadro che è diventato il punto focale del progetto delle due grandi personalità che vediamo come protagoniste della mostra: il regista Leone d’oro alla mostra del Cinema del 2011 Alexander Sokurov, e l’artista teatrale Alexander Shishkin-Hokusai.

Il primo piano, progettato dal regista Sokurov, è diviso in tre stanze, che ospitano la riproduzione delle gambe di Atlante che si trovano all’entrata dell’Ermitage, un atelier d’artista permeato dalla riflessione sui tumulti e le angosce del mondo moderno, e una delle sale più famose dell’Ermitage, dove fa da padrone un enorme specchio che si muove creando un senso di spaesamento e meraviglia.

Scendendo le scale a chiocciola entriamo al piano terra del padiglione, dove Shishkin-Hokusai e il suo team di collaboratori hanno ideato un’opera e a metà tra scenografia teatrale e installazione.

L’intera stanza -pareti, soffitto e pavimento- è stata ricoperta da pannelli di legno dipinti dall’artista e dai suoi collaboratori, pannelli che fungono da sfondo alla scenografia ispirata al mondo della pittura fiamminga, e dedicata ai meccanismi complessi dell’Orologio del Pavone, custodito nel Piccolo Ermitage a San Pietroburgo.

Durante le settimane di lavoro ci siamo occupati di tutti gli aspetti del progetto, dal trasporto alla movimentazione delle opere d'arte, dall'allestimento vero e proprio al supporto costante al team di artisti e collaboratori.


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